La scheda
- Combattente: Matthieu Letho Duclos, peso medio
- Nato il: 4 aprile 1995 ad Arras (31 anni)
- Record pro: 11-3, solo due vittorie ai punti
- Titolo: campione Hexagone MMA dei pesi medi dal febbraio 2024
- Esordi UFC: 5 settembre 2026, KO round 1 su Luis Felipe Dias
Prima del MMA: la pesistica, l'arbitraggio e un primo fallimento
Arras, aprile 1995. Prima della gabbia, c'è il sollevamento pesi. Matthieu Letho Duclos arriva fino ai campionati francesi di pesistica prima di passare al combattimento. La struttura fisica c'era già, la carriera no.
I suoi primi passi da professionista risalgono al 2019. Il combattimento termina con una sottomissione, un heel hook, e una lezione immediata. Non è la storia di un prodigio, ma quella di un tipo che prende colpi prima di imparare a restituirli.
Lo sapevi?
Prima di essere un nome su una carta UFC, Duclos era un volto familiare del MMA francese online: vi officiava come arbitro, in particolare nei formati YFC trasmessi da IbraTV. Il pubblico lo conosceva già. Ma dal lato sbagliato della gabbia.
Da Bellator al Contender Series: due porte sbattute
Maggio 2022, Bellator 280, Accor Arena. Stessa arena, altra storia: Youcef Ouabbas lo spegne con un TKO al primo round. Duclos ha raccontato poi di aver creduto che la sua carriera fosse finita quella sera.
Agosto 2024, seconda porta. Sul Dana White's Contender Series, il format che distribuisce i contratti UFC, il brasiliano Marco Tulio lo ferma al secondo round. Il contratto va altrove. A 29 anni, con due fallimenti sui due palcoscenici più grandi accessibili, la finestra cominciava a chiudersi per davvero.
Come si torna da un sogno fallito?
Tornando a casa. Il nordista ha fatto ciò che pochi « quasi » accettano di fare: ricostruire al piano inferiore, senza telecamere americane. Campione Hexagone MMA dei pesi medi dal febbraio 2024, ha difeso la cintura tre volte.
Il contatore segna cinque vittorie consecutive dopo il Contender Series, la maggior parte prima del limite. L'ultima, nell'aprile 2026 contro Ilian Bouafia, si è fermata per infortunio dell'avversario. Niente vetrina, niente riflettori. Solo un combattente che riassembla i pezzi a casa per due anni.
Il team che lo ha rimesso in piedi
Duclos si allena alla Woirin Team Elite, la struttura che ha formato Benoît Saint-Denis prima del suo cambio di team. Profilo ortodosso, 1,91 m per un allungo di circa 1,95 m, potenza pura più che volume di colpi. Un power puncher dichiarato, in una divisione che non perdona le approssimazioni.
Il momento preciso: il contro con il sinistro che chiude il combattimento (RMC Sport Combat).
Il contro con il sinistro: 4:35 per saldare il conto
Bercy, 5 settembre 2026. Primo round, e lo scenario prende una piega negativa: Luis Felipe Dias prende il sopravvento, colpisce, imposta il ritmo. Duclos incassa. Conoscete il seguito abituale di questo tipo di round.
Non si è scritto. A 4:35, parte un contro con il sinistro e il brasiliano crolla. KO al primo round, per esordi UFC che i bookmaker e gran parte degli osservatori vedevano andare dall'altra parte.
Il assegno è seguito: 25.000 $ di bonus per il finish, in una serata che ne ha distribuiti quattro. Poi il microfono. La sua conferenza stampa, vendicativa e apertamente patriottica, ha fatto quasi tanto rumore quanto il KO. Da Project X Paris conosciamo questo registro: è quello di un tipo che ha sentito tutto quello che si diceva di lui per due anni.
Da vedere assolutamente: il main event della serata, il KO di Salahdine Parnasse su Dan Hooker (RMC Sport Combat).
Il seguito: un ranking, una divisione, due francesi
A 31 anni, Duclos entra in una divisione dei pesi medi dove la Francia conta solo un altro rappresentante: Nassourdine Imavov. Il contrasto è netto. Uno è stabilito in cima alla classifica, l'altro ha appena guadagnato il diritto di aspirarvi.
Nessun obiettivo annunciato per ora, ed è coerente. Il piano si riassume in una riga: continuare a finire, e smentire l'etichetta del regionale fortunato. Su undici vittorie pro, ne ha lasciate solo due ai giudici. L'argomento si difende da solo.
IL CONTRO ERA PRONTO
Sette anni a incassare, due porte sbattute, cinque vittorie per ricostruire. Duclos ha aspettato 4:35 per piazzare il colpo che contava davvero. La divisione dei pesi medi non ha ancora visto cosa tiene in riserva.
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